giovedì 16 aprile 2015

Tempo2

Un vecchio e ricco signore mi chiama. È il tempo. Mi mostra tutti i suoi averi, che magnanimamente mi concesse. Non regala nulla a nessuno, se non i ricordi dei momenti che furono. È presuntuoso ed equo nel suo operare. E grazie alla memoria, il tempo passa e non va perduto. "Galoppo, e nella sella sono pericolosamente nel senso inverso, ma è solo quando passi tu, che lui ronzino di poco valore, mi prende la mano, lasciandomi senza controllo. Stavo, appunto, con te ripercorrendo i bei momenti trascorsi e non compresi insieme". Soffia incessantemente nella stessa direzione, quella verso Dio. Il tempo è vento, opulento ed avaro, miserabile verso colui che soggioga ed invidia per la mancanza d'amore. Lui può solo trasportarlo l'odore di Dio, solo agli uomini concesso.

sabato 21 marzo 2015

Senilità

E quando neppure più mi ricorderò il tuo nome, solo l'amore che con te conobbi, come un eco mi accompagnerà, indicandomi la strada di casa. 

mercoledì 29 ottobre 2014

Una sera davanti al fuoco

La notte, intima. Io, loro ed ancora io e ciò che sono. Conoscersi, bastarsi e di nuovo perdersi. Coraggio. Che non basta mai.

E ti guardo e non scappo. Cerco la profondità d'allora e non la trovo. Resto qui, aspetto che tu dica basta. Aspetto che tu decida come andartene. Ti ho aspettato. Oggi non più. Eppure riesci sempre a turbarmi. A distrarmi. A costringermi a rinunciare a ciò che sono? Forse solo per te riuscirei ad abbandonare la mia identità le mie certezze. Poi te ne vai. E nel tepore della mia maglia contemplo le fiamme che squarciano la notte.

E tornano le immagini, ancor più meravigliose della realtà d'allora. Ciò che sembrava perso è custodito dentro: profondamente, occultamente, unicamente. Mi portano via.

venerdì 17 ottobre 2014

Castiglione della Pescaia '14

Metti una giornata matura d'estate. Magari colta vicino al proprio compleanno. Sceglila luminescente e calda. Aggiungi l'essenza delle resine portata dal vento. Accompagna il tutto con immagini panoramiche sul Mar Mediterraneo simili a quelle di altre località che vi si affacciano, e dove hai passato l'infanzia. L'essenze. L'Oleandro oleoso e tricromatrico, il Pino avvolgente, il Cipresso forante, il Leccio spaurito, la Quercia saggia. Assaggia il sapore dolce dagli accenti amarognoli tipici della Malinconia ricca di speranza. Fatti trasportare lontano, in una condizione senza luogo ne tempo. Amalo nella sua fugacità perché il sapore è tanto più intenso quanto breve. Abbi fiducia ce ne saranno altri, più avanti. Arricchiti di nuove tonalità.

Finestra

Ovunque mi adagi. In una qualsiasi stanza domestica. Qualunque sia il mio giaciglio, seduto o disteso, lancio il mio sguardo fuori dalla finestra. Cerco di capire cosa ci possa essere oltre piante e mura che compongono l'immagine riquadrata dall'infisso. Cosa mi attenda, quali strade prendere, e quali difficoltà m'impediranno di proseguire.

Dispettosamente Luna

Luna. Sopra una collina, infondo ad una valle. Davanti a me, per poi girarmi dietro. In cima ad un traliccio della luce, come una grande bajour; scendi giù, fino in fondo, e batti in terra. Eppure non ti rompi mai. Sempre periodicamente intatta.

Ciascuno di noi una storia

Ciascuno di noi una storia. Raccontabile, taciuta, vantabile. Un inizio, uno sviluppo ed una fine. Una storia. Alcuni preferiscono chiudere il libro dove la stanno scrivendo ed andare oltre. Dove neppure loro sanno. Sono mossi da un inspiegabile limitatezza della propria esistenza. Piuttosto che continuare a scrivere sarebbero disposti a troncarla bruscamente, con un epilogo inquietante. Cercano di capire la differenza tra due più grandi personalità trascorse. Chi legata a beni materiali chi spirituali chi scientifici. I primi vivono grande gloria in vita e poi cadono nell'oblio. I secondi, rarissimi, vanno oltre il tempo e lo spazio, ma non sempre e costantemente sono presi come modelli da seguire. I terzi sono di grande aiuto nel comprendere i limiti conosciuti dell'intelletto, ma anche questi se non interiorizzati ben presto dimenticati. 
Le storie sono ricche di destino e magia. Quelle raccontabili. Ma nella vita spesso viene meno sia l'uno che l'altra. Lo sconforto e l'incoscienza sono sempre in agguato. Ora per farti mollare tutto ora per sopravvalutarti. Le parole acquisiscono un peso. Non sono più prive di consistenza. Ora sono i sentimenti legati alla questione materiale a prendere il sopravvento. Più strade, due in questo momento. Un reddito, qualunque e dovunque sia, con sguardo rivolto alle esigenze materiali della famiglia. O intraprendere una strada nuova. Incerta. Il quale fallimento, decreterebbe un fallimento ancora maggiore ed un cambio di vita senza ritorno alcuno.

Nest Point

Le persone vengono qui per ascoltare la forza della natura. Sperimentare nel corpo e nell'anima l'effetto del vento estremo, della luce radente delle onde incessanti. La gente si siede e aspetta di non essere trasportata via. Il faro ed un mega megafono sentinellano Nest Point, un avamposto scozzese. Siamo nell'isola di Skye dove solo una vocale finale ci separa dal cielo e dall'aria totale. È quella E che ci tiene ancorati alla terra. Vorrei che chiunque potesse sedersi qui, nel tettuccio della vecchia sentinella del faro. Probabilmente se pesassi meno, sarei già volato via. I Pascoli canditi da gocce di pietra prendono un sapore del tutto originale. Qui vivono stabilmente solo pecore. Nei loro paltò di lana e grasso. Difficilmente nevica come difficilmente si prova calore. Un'equilibrio dal volto estremo, protegge questo luogo da colonizzazioni di massa. Questo faro dalle sembianze belliche, cercava di portare in salvo chi avesse potuto avvistarlo, avvolti dalle acque e dalle nebbie. 

sabato 23 agosto 2014

23/08/2014

Cade fendente, dritta imperturbata da venti. Cala come un sipario, che divide l'estate dall'inverno. Sotto di lei tutto è immobile. Il mondo animato si rifugia all'interno di dimore serrate, che non lasciano trasparire il disappunto per uno spettacolo interrottosi anzitempo.

venerdì 22 agosto 2014

Isola del Giglio 2014

Fruscio marino sulle roccie notturne. Vocio dei gabbiani, frinii delle cicale ed il soffio tiepido e potente del vento di ponente. È il dialogo con cui cerco d'addormentarmi nella mia piccola Canadese. Sento che parlano del mondo, di come si ripete profondamente simile a se stesso. Di come ciascun essere vivente da il meglio, per conquistarsi quell'esclusività, che tutti gli altri hanno già avuto. Dicono che il mondo si serve degli esseri viventi per sopravvivere e migliorarsi. Sussurrano di una ragazza che in tarda serata si è intrattenuta accovacciata in una panchina, parlando stretta stretta con l'amato. E di un adulto che passava di là, e che pensava tra se e se "l'ho fatto anch'io" "quello che sto facendo adesso, anche lei lo farà" "vorrei poterlo fare ancora" "quale è il senso di tutto questo, come può il mondo farci ciò" "il mondo può conservarsi grazie all'incoscienza dei molti" "un po' per modelli pregressi un po' per natura, siamo obbligati, assoldati a rispondere agli ordini" "in fondo cosa potrebbe succederci se spezzassimo l'incantesimo meccanicistico dell'universo?" "forse la morte corporale, e la privazione della goduria terrena" "oppure forse la libertà e con essa la visione profonda di se".