venerdì 22 agosto 2014

Isola del Giglio 2014

Fruscio marino sulle roccie notturne. Vocio dei gabbiani, frinii delle cicale ed il soffio tiepido e potente del vento di ponente. È il dialogo con cui cerco d'addormentarmi nella mia piccola Canadese. Sento che parlano del mondo, di come si ripete profondamente simile a se stesso. Di come ciascun essere vivente da il meglio, per conquistarsi quell'esclusività, che tutti gli altri hanno già avuto. Dicono che il mondo si serve degli esseri viventi per sopravvivere e migliorarsi. Sussurrano di una ragazza che in tarda serata si è intrattenuta accovacciata in una panchina, parlando stretta stretta con l'amato. E di un adulto che passava di là, e che pensava tra se e se "l'ho fatto anch'io" "quello che sto facendo adesso, anche lei lo farà" "vorrei poterlo fare ancora" "quale è il senso di tutto questo, come può il mondo farci ciò" "il mondo può conservarsi grazie all'incoscienza dei molti" "un po' per modelli pregressi un po' per natura, siamo obbligati, assoldati a rispondere agli ordini" "in fondo cosa potrebbe succederci se spezzassimo l'incantesimo meccanicistico dell'universo?" "forse la morte corporale, e la privazione della goduria terrena" "oppure forse la libertà e con essa la visione profonda di se".

Nessun commento:

Posta un commento