giovedì 16 aprile 2015
Tempo2
Un vecchio e ricco signore mi chiama. È il tempo. Mi mostra tutti i suoi averi, che magnanimamente mi concesse. Non regala nulla a nessuno, se non i ricordi dei momenti che furono. È presuntuoso ed equo nel suo operare. E grazie alla memoria, il tempo passa e non va perduto. "Galoppo, e nella sella sono pericolosamente nel senso inverso, ma è solo quando passi tu, che lui ronzino di poco valore, mi prende la mano, lasciandomi senza controllo. Stavo, appunto, con te ripercorrendo i bei momenti trascorsi e non compresi insieme". Soffia incessantemente nella stessa direzione, quella verso Dio. Il tempo è vento, opulento ed avaro, miserabile verso colui che soggioga ed invidia per la mancanza d'amore. Lui può solo trasportarlo l'odore di Dio, solo agli uomini concesso.
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