sabato 16 agosto 2014
Liguria 2014
Grazie! Che mi hai portato in Liguria. I miei nonni non possono guidare perché non ci sono. Grazie di averci portato tutti insieme lungo l'autostrada sospesa tra il mare e il cielo. Era tempo che non tornavamo. Le gallerie, le palme, le petroliere son sempre là. Levante, ponente ed ancora levante. I campanili barocchi svettano, come allora, nel centro di paesini pastello. Le falde della montagna si ripiegano, a nascondere l'orizzonte acqueo, e portan con se la strada, che per uscire non avrà altra possibilità che entrarvi dentro. Nelle pendici scoscese, oliveti. Dall'autunno all'inverno inoltrato, permangono, dimenticate, reti a raccogliere, non pesci, ma olive. L'olio extra vergine è fruttato. Il sole e la salsedine l'han reso amabile, profumato, odoroso delle migliaia di fiori che qui s'affacciano, nei terrazzamenti, mossi dal vento, in contemplazione dell'infinito. Contiamo le gallerie. Proviamo ad indovinarne quanto ne mancano al confine, dal punto in cui ci troviamo. A mia nonna piace molto. Ci indovina sempre. Prima di me, loro sono passati di qui, quando l'autostrada non esisteva. Poi c'hanno portato i figli, tra cui mia mamma. Entriamo in Liguria dalla Spezia, dopo un po' ci segue il sole. La luce lo anticipa annunciandolo, mentre risale le montagne, poi arrivato nella cima, si affaccia al mare, che d'incanto cambia colore, mille diamanti vagamente dorati, lo pervadono. Lo scintillio come lo scampanio a festa per un nuovo giorno.
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